Prisoners e Panoptico: un nuovo evento IoDeposito a Gradisca

Riceviamo e con piacere segnaliamo il comunicato stampa di questa doppia esposizione di arte pubblica – Prisoners di Joshua Cesa e Panoptico e di Greta Lusoli – organizzata da IoDeposito a Gradisca d’Isonzo per il prossimo 20 aprile.

Vi invitiamo inoltre a seguire il ricco ed interessante programma del festival B#Side War in cui si inserisce questo evento. 

NEL CUORE DI GRADISCA, DUE INSTALLAZIONI DI ARTE PUBBLICA SUL TEMA DELLA PRIGIONIA: PRISONERS E PANOPTICO

Inaugurazione: giovedì 20 aprile ore 18.00, presso il Comune di Gradisca d’Isonzo (Gorizia).

Orari: L’installazione Prisoners sarà fruibile nel centro storico di Gradisca, nell’area circoscritta tra Piazza dell’Unità d’Italia, Via della Serenissima e Viale donatori di sangue, dal 20 al 23 aprile dalle 16.00 alle 22.00. L’installazione Panoptico sarà fruibile presso il Torrione San Giorgio (indicazioni sull’ingresso in Largo Porta Nuova), dal 20 al 23 aprile dalle 16.00 alle 20.00.

Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

IoDeposito Ong, in collaborazione con il Comune di Gradisca d’Isonzo, inaugura giovedì 20 aprile alle ore 18.00 presso il Palazzo Comunale di Gradisca (Go) le due installazioni Prisoners, opera concettuale di arte pubblica di Joshua Cesa e Panoptico (PAN-ὀ πτικος), opera di sound art di Greta Lusoli. Entrambe le opere, organizzate con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e il patrocinio dell’UNESCO, saranno fruibili gratuitamente dal 20 al 23 aprile: Prisoners si troverà nel centro storico di Gradisca, dislocandosi dalle 16.00 alle 22.00 nella zona attorno a Piazza dell’Unità d’Italia, Via della Serenissima e Viale donatori di sangue, mentre Panoptico sarà ospitata dalle 16.00 alle 20.00 nello storico Torrione San Giorgio (indicazioni sull’ingresso in Largo Porta Nuova). I due appuntamenti rientrano nell’ambito della terza edizione della rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata da IoDeposito Ong e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

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In un’Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro, altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. Attraverso le loro opere, i due artisti Joshua Cesa e Greta Lusoli coinvolgono lo spettatore a esplorare le tematiche legate alla prigionia, permettendo di interfacciarsi con una visione poli-focale della storia tra passato e presente.

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Fortezza strategica in molti conflitti, combattuta e data alle fiamme fin dai tempi delle guerre dell’Impero con la Serenissima, tra le mura di Gradisca venivano rinchiusi molti prigionieri (soprattutto nell’arco dei conflitti mondiali).

Qui, l’installazione Prisoners trasmette l’inquietudine che ha segnato questa terra.

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L’opera Prisoners di Joshua Cesa nasce dall’esigenza di indagare l’esperienza della prigionia in senso percettivo. L’installazione si realizza attraverso una serie di strutture cubiche poste a terra le quali, squadrate e monolitiche, si aprono al dinamismo mostrando l’immagine di numerosi prigionieri che dal loro interno, disperati, cercano l’uscita. Un contenitore che si fa quindi metafora di tutte le reclusioni -non solo quelle dovute alle guerre conclamate ma, anche, a quelle sommesse- in un tempo in cui l’uomo è prigioniero soprattutto di se stesso: inevitabile chiedersi quali siano, allora, i reali confini di una cella. Inseriti nello spazio urbano del centro storico di Gradisca, l’imbattersi casuale negli schermi di Prisoners induce a riflettere sul paradosso dell’incontro-scontro tra la libertà del passante e la condizione esasperata del prigioniero, fuori da ogni tempo e da ogni luogo, risvegliando così una preziosa -seppur scomoda- memoria storica.

È proprio l’imbattersi casuale nelle strutture cubiche dell’opera , lungo il centro storico di Gradisca, [un particolare nella foto di copertina, ndr] il reale valore aggiunto della fruizione: il ‘libero’ passante si trova infatti d’un tratto difronte a un’installazione che, attraendo in un primo momento per la curiosità dell’insolito, riesce a muovere riflessioni profonde sulla condizione di prigionia proiettata davanti ai loro occhi.

Allo stesso modo, Panoptico (PAN-ὀ πτικος ) si relaziona con il terribile scenario di guerra tentando di evocare sonoramente (ricostruendola nella mente dell’uditore) l’angosciosa architettura di prigione ideata dal filosofo e giurista J. Bentham alla fine del XVIII secolo. Tale struttura permette a un singolo sorvegliante di controllare contemporaneamente tutti i detenuti pur rimanendo fermo al centro dell’edificio, grazie alla dislocazione che sviluppa le celle ad anello attorno allo spazio centrale. Un annullamento totale della privacy, dell’intimità e dell’identità dei prigionieri dunque, che contribuisce a quel pericoloso processo di oggettualizzazione e de-umanizzazione del prigioniero. La Lusoli sintonizza questa architettura del XVIII secolo sul dramma dei conflitti contemporanei, anche attraverso la particolarità della location: al centro dell’esperienza sensoriale del fruitore vi è infatti la proiezione di un suono primordiale, che rimbomberà nel Torrione San Giorgio ogni 5 minuti e 53 secondi rievocando il ricordo del pericolo. Quest’implacabile puntualità è il risultato di una proporzione matematica e concettuale che divide i minuti contenuti in 365 giorni per il numero di prigionieri che ogni anno muoiono vittime delle guerre, sottolineando così la disarmante quantità di morti di prigionia che, ancora oggi, perdono la propria libertà nei conflitti armati. 

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La barriera naturale dell’Isonzo non bastò a difendere Gradisca, preziosa cittadina e perla di diversità culturale che durante il primo conflitto mondiale era parte dell’impero Austroungarico, e venne poi data alle fiamme dall’esercito italiano in ritirata da Caporetto. Il suono primordiale dell’installazione sonora Panoptico rimbomberà nel torrione di San Giorgio trasmettendo il ricordo del pericolo, che segnò profondamente la popolazione della città, intrappolata nella storia.

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Contatti

Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/prisoners-by-joshua-cesa-2/  

                                 http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/panoptico-by-greta-lusoli-3/ 

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